Inizio (Home) > News & Info > 26/02/2012 Giovedì 23 marzo 2017
 

Lettera al Cardinale Suenens


 
 
 
 
PAMI

 

(Archivo PAMI, 1075/75)

 

Al Nostro Venerabile Fratello

il Cardinale LEO JOZEF SUENENS

Arcivescovo di Mechelen-Brussel

 

È con sentimenti di grande fiducia e di intima gioia che salutiamo i partecipanti al Congresso Mariano Internazionale,  promosso e organizzato dalla benemerita Pontificia Accademia Internazionale.  Il suo tema,   invero, non soltanto s'inquadra mirabilmente nel contesto delle celebrazioni proprie del­l'Anno Giubilare, ma sembra conferire ad esse un nuovo incomparabile fascino.

Nessun dubbio, infatti, che l'Anno Santo richiami alla purificazione interiore e al progresso degli animi nella via»della santità. Ma come non sperare che lo studio e l'approfondimento dei vincoli interiori, purissimi e santissimi, che avvinsero e avvincono tuttora la Vergine Maria allo Spirito Santo nell'ope­ra dell'umana redenzione,  daranno risultati quanto mai proficui,  oltre che al­lo sviluppo del dogma cattolico e della scienza teologica, anche all'incremento del culto allo Spirito Santo e a quello della Madre di Dio e Madre della Chiesa?

Non ignoriamo che la teologia cattolica ha maggiormente insistito, ai tem­pi nostri, nello studio delle verità mariane, custodite nella Sacra Scrittura e nella Tradizione divina, allo scopo di enuclearne il contenuto e porne in lu­ce gli effetti salutari. Ma tale lodevolissimo intento, coronato da frutti abbondanti, non ha affatto "offuscato il primato della fede e del culto che la Chie­sa intera tributa allo Spirito Santo, in conformità col Simbolo "Quicumque": "Patris et Filii et Spiritus Sancti una est divinitas, aequalis gloria, coaeterna maiestas" (PL 88, 585s). Ciò vale soprattutto del culto liturgico, ch'è l'espressione genuina e più nota della fede e della pietà cristiane, secondo il noto assioma: "Lex brandi,  lex credendi" (Pio XII, Enc. Mediator Dei: AAS 39,   1947, p. 541).

La Chiesa cattolica, del resto,  ha sempre creduto che lo Spirito Santo, intervenendo in modo personale,  anche se in comunione inscindibile con le altre Persone della SS. Trinità,  nell'opera dell'umana salvezza (cfr.G. Phi­lips, L'Union personnelle avec le Dieu vivant. Essai sur l'origine et le sens de la grâce créée,1974) ha associato a se stesso l'umile vergine di Nazareth. Così la Chiesa ha pensato che Egli lo abbia fatto in modo consono alla sua in­dole di Amore Personale del Padre e del Figlio, con azione cioè insieme potentissima e soavissima, così da adattare perfettamente la persona di Maria, con tutte le sue facoltà ed energie sia spirituali che corporali,  ai compiti a lei riservati nel piano della redenzione (cfr.  S. Tommaso, Sum.  Theol. III, q.27).  Poggiati su tale credenza, che scaturisce dall'intelligenza sempre più approfondita e chiara dei sacri testi,   Padri e Dottori della Chiesa, sia in Oriente che in Occidente, hanno attribuito alle varie missioni dello Spiri­to Santo,  procedenti dal Padre e dal Figlio, la pienezza di grazia e di cari­tà dei doni e dei frutti di ogni virtù,   nonché delle beatitudini evangeliche e di speciali carismi, che adornarono, quasi corredo di celestiali nozze,   la predestinata mistica sposa del divin Paraclito e Madre del Verbo di Dio fatto carne. È appunto a motivo dei suoi privilegi e degli eccezionali doni di grazia,  tutti promananti dal divino Spirito, che Maria è salutata nella S. Liturgia: "Templum Domini, sacrarium Spiritus Sancti".

Sarà, allora, sorgente di grande conforto,  per gli animi nostri, indugiar­ci alquanto nella contemplazione gaudiosa delle principali operazioni   dello Spirito di Cristo sull'eletta Madre di Dio.  Fu lo Spirito Santo che, riempien­do di grazia la persona di Maria nel primo istante del suo concepimento, la redense in modo più sublime in vista dei meriti di Cristo Salvatore del gene­re umano e la rese quindi Immacolata» (cfr. Pio IX,  Bolla Ineffabilis Deus, 8 dicembre 1954; DS. 2803); fu lo Spirito Santo che,   sopravvenendo in lei, le ispirò il consenso, a nome del genere umano,   alla concezione verginale del Figlio dell'Altissimo e ne fecondò il seno affinché desse alla luce il Salvato­re del suo popolo, sovrano di un regno imperituro (cfr. Lc 1, 35-38); fu ancora lo Spirito Santo che ne infiammò l'animo di giubilo e di riconoscenza, stimolandola così a sciogliere a Dio, suo salvatore, il cantico Magnificat (cfr. Lc 1, 45-55); fu parimente lo Spirito Santo che suggerì alla Vergine il buon consiglio di conservare fedelmente nel suo cuore il ricordo delle paro­le e dei fatti concernenti la nascita e l'infanzia del suo Unigenito, ,ai quali Ella aveva preso parte così intima ed amorosa (cfr. Lc 2,19. 33, 51); fu sem­pre lo Spirito Santo che spinse Maria a sollecitare amabilmente dal Figlio suo il prodigio della conversione dell'acqua in vino alle nozze di Cana, col quale Gesù diede inizio alla sua attività taumaturgica,   provocando la fede dei suoi discepoli (cfr.   Gv 2,11); fu nuovamente lo Spirito Santo che sostenne l'animo della Madre di Gesù, presente ai piedi della sua Croce, ispirandole, come già nell'Annunziazione, il Fiat alla volontà del Padre celeste, che la voleva maternamente associata al sacrificio del Figlio per la redenzione del genere umano (cfr.  Gv 19, 25); fu ancora lo Spirito Santo che dilatò, con im­mensa carità, il cuore della Madre dolorosa, affinché accogliesse dalle labbra del Figlio, quale suo estremo testamento, la missione di Madre nei riguardi del discepolo prediletto Giovanni (cfr. Gv 19, 26-27), prefi­gurante, "secondo il perenne senso della Chiesa" (Leone XIII,  Enc. Adiutricem populi: 5 settembre 1895: Acta Leonis XIII,  vol. XV,  p. 302) la sua maternità spirituale a beneficio dell'intera umanità; fu di nuovo lo Spirito Santo che elevò Maria,   sulle ali della più fervida carità, al ruolo di Oran­te per eccellenza nel Cenacolo, dove i discepoli di Gesù erano "tutti assi­dui e concordi nella preghiera insieme con varie donne, nominatamente Maria Madre di Gesù" (At 1,14), in attesa del promesso Paraclito, fu, infine, lo Spirito Santo che, divampando con supremo ardore nell'animo di Maria pellegrina sulla terra, la rese bramosissima di riunirsi al Fi­glio glorioso e con ciò la dispose a conseguire degnamente,   a coronamento dei suoi privilegi, quello dell'Assunzione in anima e corpo al cielo, secon­do la definizione dogmatica (cfr. Pio XII, Cost.Apost. Munificentissimus Deus, 1 novembre 1950: AAS  42, 1950, p. 768), di cui, come ricordiamo con particolare commozione, ricorre quest'anno il XXV anniversario.

Ma non si concluse con l'Assunzione gloriosa la missione di Maria, quale socia dello Spirito di Cristo nel mistero della salvezza. Benché as­sorta nella contemplazione gaudiosa della Trinità beata,  Ella continua ad essere presente spiritualmente a tutti i figli della redenzione, sempre sti­molata al suo nobilissimo ufficio dall'Amore Increato, anima del Corpo mi­stico e suo motore supremo.

L'incessante presenza di Maria in seno alla Chiesa pellegrinante è stata confermata dal Concilio Vaticano II, che ha dichiarato: "Questa mater­nità di Maria nell'economia'della grazia perdura senza soste... Difatti assunta in cielo non ha deposto questa funzione di salvezza, ,ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salute eterna" (Cost. dogm. Lumen gentium, 62).

È, pertanto,  cosa assai meritevole e giusta che la Santa Genitrice di Dio, come lo è stata fin dai primi secoli della Chiesa (Antif. Sub tuum praesidium), continui ad essere "chiamata beata da tutte le generazioni" (Magnificat) e ad essere “invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice,  Mediatrice” (Cost. dogm. Lumen gentium, 62); ma, come ammonisce sapientemente il Concilio: "in modo che nulla de­tragga alla dignità e all'efficacia di Cristo,   unico Mediatore"  (l.c.); e, dobbiamo aggiungere,  in modo che nulla detragga alla dignità e all'effica­cia dello Spirito,   ch'è il Santificatore sia del Capo che delle singole mem­bra del Corpo mistico.

Dobbiamo, perciò, ritenere che l'azione della Madre della Chiesa, a beneficio dei redenti, non sostituisce,   nò rivaleggia con l'azione onnipos­sente ed universale dello Spirito Santo, ma la implora e la prepara, non soltanto con la preghiera di intercessione, in armonia con i disegni divini contemplati nella visione beata,   ma anche con l'influsso diretto dell'esem­pio, compreso quello,  importantissimo, della massima docilità alle ispi­razioni del divino Spirito (cfr. Cost. dogm. Lumen gentium, 63-65). È quindi sempre in dipendenza dallo Spirito Santo che Maria conduce a Gesù le anime, le foggia, a sua immagine, ispira ad esse buoni consigli, è vincolo di amore tra Gesù e i credenti.

A conferma di queste nostre riflessioni, Ci piace di ricordare la testimonianza che anche i Padri e Dottori della Chiesa d'Oriente, pur così esemplari nella fede e nel culto verso lo Spirito Santo, han­no reso alla fede e al culto ecclesiali verso la Madre di Cristo, quale mediatrice dei divini favori. Le loro affermazioni, per quanto sor­prendenti, non dovrebbero turbare alcuno, poiché in esse è sottinte­sa, e talvolta chiaramente accennata, la dipendenza fontale dell'azio­ne mediatrice della Vergine da quella dello Spirito di Dio. Così,   ad esempio, S. Efrem esalta Maria con questi superlativi accenti: "Beata colei, che è stata fatta sorgente per il mondo intero, emanan­te tutti i beni" (S. Ephraem Syri hymni et serm., ed. Th.  Làmy, Malines, 1882-1902,   II, p. 548); ed ancora: "Signora santissima...; la sola resa domicilio di tutte le grazie del Santissimo Spirito" (Assem. graec. III, 524). S. Giovanni Crisostomo, poi, compendia l'opera salvifica di Maria in questo stupendo elogio: "Una vergine ci ha scac­ciato dal paradiso; grazie all'intervento di un'altra vergine,   abbiamo ritrovato la vita eterna. Come siamo stati condannati per colpa di una vergine, così per merito di una vergine siamo stati coronati" ( Expos. in ps. 44, 7: PG 55, 193). Ad essi fa eco, nel sec. VIII, S. Germano di Costantinopoli, che rivolge a Maria queste commoventi invocazioni: "Tu, o castissima, ottima e misericordiosissima Signora, conforto dei Cristiani..., proteggici con le ali della tua bontà; sii a noi presi­dio con la tua intercessione,   donandoci la vita eterna; tu che dei Cri­stiani sei la speranza che non illude...  I tuoi doni sono innumerevo­li.  Poiché nessuno,  se non per te,  o santissima, consegue la salute. Nessuno, se non per te, è liberato dai mali. Chi come te, in accor­do col tuo Unigenito, ha cura del genere umano?” (Concio in sanctam Mariam: PG 98,327).

Questa fede tradizionale, comune alla Chiesa sia d'Oriente che d'Occidente,  ha trovato un'autorevolissima conferma nel magistero del nostro grande predecessore Leone XIII, il quale, se emanò nu­merose lettere encicliche dirette alla promozione del culto alla Ma­dre di Dio,  invocata specialmente sotto il titolo di Regina del Santo Rosario, dedicò altresì un'ampia e documentata enciclica all'esalta­zione, ancor più eccellente,  dello Spirito Santo e alla promozione del suo culto (Enc. Divinum illud munus, 9 maggio 1897: Acta Leonis XIII,   vol. XVII, pp. 126-148).

In quest'ora particolarmente critica per la storia della Chiesa e per le sorti dell'umanità, nella quale il rinnovamento interiore dei Cristiani e la loro riconciliazione con Dio e tra loro sono requi­siti indispensabili perché "la Chiesa sia in Cristo come un sacramen­to o segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano" (Cost. dogm. Lumen gentium, 1), il culto allo Spi­rito, fonte sovrana di carità, di unità  e di pace, deve eccellere nel­l'anima dei fedeli; ma, in armonia con esso, acceso e ravvivato dal fuoco del Divino Amore, deve altresì risplendere nell'animo dei cre­denti il culto alla gran Madre di Dio,   Madre della Chiesa, modello incomparabile di amore verso Dio e verso i fratelli.

Raccomandando le nostre considerazioni all'amorosa riflessione dei partecipanti al Congresso Mariano Internazionale, formuliamo i voti più fervidi per il felice svolgimento delle riunioni di studio, che saranno degnamente coronate da manifestazioni di cristiana solidarietà e di culto alla Vergine Santa; ed a Lei,   Signor Cardi­nale, allo zelante Presidente della Pontificia Accademia Interna­zionale, ai maestri del Congresso ed a tutti i partecipanti impar­tiamo, in pegno della particolare effusione dei doni dello Spirito Santo e della materna protezione della Madre di Dio, la Nostra Benedizione Apostolica.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
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